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martedì 26 maggio 2009

Mai dire mai...

...forse dal 2 giugno, ricomincia un'avventura...

Siamo una barca chiusa nella bottiglia del bettoliere
fermi nel bagnasciuga non ci spostano da sedere
il tempo è un alambicco che piano piano ci cola a picco
nel ghiaccio in mezzo al mare senza un messaggio da riportare....

giovedì 30 aprile 2009

Tra cielo e mare: crociera Zeppelin al Polo Nord, 1931



Cartolina con affrancatura sovietica emessa per il Polarfahrt 1931, annulli del Graf Zeppelin e del rompighiaccio sovietico Malyguin (lo Zeppelin partì dalla Germania -v. foto sopra-, volò sino a Leningrado -foto-, fece scalo, ripartì per il Polo Nord -foto-, e lì consegnò la posta trasportata ad una scialuppa del Malyguin -foto-dove vi era anche Umberto Nobile. Quindi dirigibile e rompighiaccio navigarono verso la Germania, giungendovi ovviamente in tempi diversi), e foto relative ai momenti salienti del viaggio. Un viaggio eccezionale, che la dice lunga sulla professionalità e sul coraggio di quegli uomini, appesi alla loro "nuvola del conte folle", al loro dirigibile di tela, idrogeno e temerarietà.

Russia - Zeppelin - 1931 - Polarfahrt - cartolina postale indirizzata a H.E. Sieger con affr. da 30 kop e 1 rublo da Leningrado il 25.7.31, lanciata dal dirigibile LZ 127 sul rompighiaccio sovietico Malyguin il 27.7.31 al Polo Nord, arrivo il 27.8.31 a Lorch.

mercoledì 18 marzo 2009

Lo scrigno di Davy Jones...



... ossia dove il terribile Davy Jones rinchiude le anime dei marinai morti in mare...

"DAVY JONES'S LOCKER."

Davy Jones, loquitur:

"Fifteen men on the dead man's chest. Hey! ho! and a bottle of rum!"

Faith, that's a chorus I can rattle off with zest. Gratefully it clatters upon Davy's tym-pa-num,
Like a devil's tattoo from Death's drum! Fi! Fo! Fum! These be very parlous times for old legends of the sea.
Vanderdecken is taboo'd, the Sea Sarpint is pooh-pooh'd, but 'tis plain as any pikestaff they can't disestablish Me!
Daddy Neptune may delight in the Island trim and tight, where his sea-dogs breed and fight, as in days of yore,
When old Charlie Dibdin's fancy piped free songs of Jack and Nancy, of Jolly Salts at sea, and Old Tarry-Breeks ashore;
But if Britons rule the waves, as the grog-fired sailor raves, when he dreams of glorious graves in the deep dark main,
Daddy Neptune must allow Davy shares his empire now, or the Sultan and the Howe have gone down in vain.
Daddy Neptune loves me not. Plumped by storm or by shot, my Locker held a lot in the days gone by,
But 'tis daily growing fuller. Is the British Tar off colour, are the sea-dogs slower, duller, though as game to die?
Has Science spoilt their skill, that their iron pots so fill my old Locker? How I thrill at the lumbering crash,
When a-crunch upon a rock, with a thundering Titan shock, goes some shapeless metal block, to immortal smash?
Oh! it's real, rasping fun! Mighty hull, monster gun, all are mine ere all's done; and the millions madly spent
On a lollopping wolloping kettle, with ten thousand tons of metal sink as the Titans settle, turtle-turned, or wrenched and rent,
To my rocks and my ooze. I seem little like to lose by the "Progress" some abuse, and the many crack up.
Ah! Neptune, sour old lad, Davy Jones may well look glad at the modern Iron-clad, and thank Armstrong and Krupp!
Science and Salvage? Fudge! If I am any judge, my sea-depths and salt sludge will not lose by them.
Nep calls me callous mocker, but, according to my Cocker, I may laugh, with a full Locker, whilst the fools condemn.
Think of daring the blue brine with a chart of the Eighty-Nine, and "a regular goldmine" in one huge black hulk!
Whilst the lubbers stick to that, I shall flourish and grow fat like a shark or ocean-rat, though old Nep may sulk.
Demon-Sexton of the Deep! Ha! ha! Ho! ho! I keep my old office. Wives may weep, and the taxpayers moan;
Let the grumblers make appeal to King Science! Lords of Steel, Iron Chieftains, do ye feel when your victims groan?
Davy Jones is well content with that tribute ye have sent, with the millions ye have spent just to glut his gorge;
He had seldom such a fill in the days of wood—and skill—constant sea-fights, or the spill of the Royal George.
Good old false last-century Chart! Though the conning may be smart, and the steersman play his part, Palinurus-like,
Whilst they trust to your vain vellum, which is almost sure to sell 'em, even Davy Jones can tell 'em, they may sink or strike.
Hooray, King Death, hooray! Who says we've had our day! Pass the rum and let's be gay. Not that "dead man's chest,"
Robert Louis grimly sings, like my "Locker Chorus" rings—mingling weirdly wedded things—grisly doom and jest!

dal foglio satirico inglese Punch, 1892.

martedì 24 febbraio 2009

Il porto che si addorme, il porto il porto



Il porto che si addorme, il porto il porto
Il porto nell'odor tenue svanito
Di catrame vegliato dalle lune
Elettriche, sul mare appena vivo
Vi si addormentan stanchi i vagabondi
Sotto le nube delle ciminiere
Ancor fumanti, ancor congiunte al celo
Abbracciandosi nell'odor del mare
Che culla i loro sogni e i loro amori
È la forza che dorme, è la tristezza
Inconscia delle cose che saranno
È la vita che cullasi nel ritmo
Affaticato. Sta la negra nube
Sopra e si stende
Dal vomito silente
È la vita che cullasi nel ritmo
Affranto, di tra il dolce scricchiolìo
De i cordami ciacula riposa
La testa stanca e sente il mar profondo
Nero movente di sotto la chiatta
E le stelle si spengono e la luce
Elettrica lo fiede nel cervello
Venere è morta
È l'ora che il marinaio di guardia
Spia il ladro avanzarsi fermo
E pensa alle genti lontane su mare su terra
Prima del colpo fatale
È l'ora che il gatto rognoso
Che il mare nemico spruzzò sulla spiaggia
Guarda con occhi vuoti il nero giuoco dell'onde
È l'ora che pei vichi fondi odoranti
Di stoccafisso passan le mandòle
Davanti alle bambole semigiudaiche in trono
D'avarizia e di prostituzione
È l'ora che roco s'affanna
Il giornalaio a cantar la novella
Sotto i portici e scoiattolano con occhi di gatti
I finocchi tra il vociare assorto e lo striscio dei piedi
È l'ora della rivolta voluttuosa
Del lupo e della lupa umani
Sacra al giudeo ed alla prostituta
All'infamia insaziata del mondo

Dino Campana, Inediti.

domenica 11 gennaio 2009

Port d'Amsterdam...



... ma da terrestre... al Bulldog, nel 2000...

giovedì 25 dicembre 2008

Forse non potrete capire...




... perchè questa bottiglia è importante.

Lo è perchè bevuta con un amico, che voi potete solo immaginare, o forse non siete più in grado di immaginare.

Lo è perchè abbiamo passato, in mare, nottate a parlare di donne e di vino, come voi parlate di denaro e cellulari.

Voi statevene pure con i piedi per terra, noi preferiamo averli sul mare.


A Max, ovunque tu sia!

mercoledì 24 dicembre 2008

Questa foto...



...la può capire solo un appassionato di magia sardo, una volta cassiere casinò e adesso Allievo Ufficiale nella Mercantile... Ciao Daniele, dovunque tu sia, vento in poppa!

domenica 30 novembre 2008

Creuza de ma...

Umbre de muri, muri de maine...



Umbre de muri muri de mainé dunde ne vegnì duve l'è ch'ané da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua e a muntä l'àse gh'é restou Diu u Diàu l'é in çë e u s'è gh'è faetu u nìu ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria e a funtan-a di cumbi 'nta cä de pria E 'nt'a cä de pria chi ghe saià int'à cä du Dria che u nu l'è mainà gente de Lûgan facce da mandillä qui che du luassu preferiscian l'ä figge de famiggia udù de bun che ti peu ammiàle senza u gundun E a 'ste panse veue cose ghe daià cose da beive, cose da mangiä frittûa de pigneu giancu de Purtufin çervelle de bae 'nt'u meximu vin lasagne da fiddià ai quattru tucchi paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi E 'nt'a barca du vin ghe naveghiemu 'nsc'i scheuggi emigranti du rìe cu'i cioi 'nt'i euggi finché u matin crescià da puéilu rechéugge frè di ganeuffeni e dè figge bacan d'a corda marsa d'aegua e de sä che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de mä

venerdì 28 novembre 2008

Marinai della bottiglia...



Marinai nella bottiglia, dove eravamo rimasti?

Dalle ceneri di un altro Blog, defunto per troppa democrazia, rieccoci!

Siamo una barca chiusa nella bottiglia del bettoliere fermi nel bagnasciuga non ci spostano da sedere il tempo è un alambicco che piano piano ci cola a picco nel ghiaccio in mezzo al mare senza un messaggio da riportare 15 uomini sono andati se li è presi la morte secca dietro il molo della Giudecca la marina s'affoga alla spina sul manometro del timone brilla il calibro del cannone la corvetta sta di vedetta che non si stappi quel collo in fretta sottocoperta la ciurma canta sopracoperta la ciurma crepa savoiardi nella congrega inzuppati dentro la strega sulla poppa sta il commodoro sulla rotta rolla la botte il pappagallo sta sulla spalla e la bottiglia ci tiene a galla ma un giorno sotto sale una sorpresa venne dal mare dal fondo di uno scoglio nero di seppia come il petrolio un lampo brillò a squame nell'abisso di verderame un eco scosse la chiglia della ciurma nella bottiglia si butta il palombaro con la sua tuta da calamaro calato per il paranco chiuso nel piombo dello scafandro va a spasso sul fondale soffia nel mantice col pedale appeso per il boccaglio suona l'armonica a quell'abbaglio canzone a manovella canzone a manovella per la coda della mia bella serenata marinata per la notte che se n'è andata serenata di capodoglio per il mio cuore chiuso sott'olio nel vapore del mattino s'è dipinto un arcobaleno sull'ottone della panchina la sardina s'asciuga il seno per il canto che lí rovina per la grazia che li avvicina tutt'intorno si fan la scrima con le foche da brillantina beccheggia bagnarola solo la rotta ormai ci consola a spasso in mezzo al mare senza un messaggio da riportare stregati sotto vetro niente più ci riporta indietro solo gli occhi di una sirena con la coda di una balena canzone a manovella canzone a manovella... per la coda della mia bella serenata marinata per la notte che se n'è andata serenata di capodoglio per il mio cuore chiuso sott'olio a spasso in mezzo al mare senza un messaggio da riportare solo per gli occhi di una sirena con la coda di una balena

(Vinicio Capossela, Canzone a Manovella, 2000)